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Il «Bici velox» arriva a Parma, è la prima città in Italia a fermare le due ruote che corrono come scooter: «Già 15 sanzioni in poche ore, multe fino a 15mila euro»

Non so perchè lo chiamano “velox”, non ha nulla della velocità, è un rullo che misura la potenza della bici elettrica, chi l’ha modificata per andare oltre i 250W ha una bici che non può più essere qualificata come normale EPAC (electrically power-assisted cycle) ma rientra nella categoria dei ciclomotori.

>Il problema non riguarda le normali biciclette a pedalata assistita, ma quelle che vengono trasformate attraverso modifiche capaci di sbloccarne le prestazioni. Secondo la normativa, una bicicletta a pedalata assistita può rientrare nella categoria dei velocipedi se rispetta determinati requisiti, tra cui **l’interruzione dell’assistenza del motore entro i 25 km/h e una potenza nominale continua massima di 250 watt**. Quando questi parametri vengono superati cambia l’ inquadramento giuridico.

>Nei casi in cui il mezzo venga considerato un ciclomotore ma circoli senza gli adempimenti richiesti - tra cui immatricolazione e copertura assicurativa - le violazioni possono determinare un conto complessivo molto elevato, che **secondo le contestazioni più gravi può arrivare tra i 5 e i 15 mila euro, oltre ai provvedimenti sul veicolo**.

>**L’obiettivo non è colpire la mobilità elettrica** in quanto tale, ma distinguere le biciclette regolarmente conformi dai mezzi che, dopo una modifica, hanno prestazioni e caratteristiche completamente diverse.
#local
Mattarella concede tre grazie, c'è anche un gioielliere che sparò ai rapinatori

Diciotto anni dopo la rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, finita con due morti, per Guido Gianni la pena si accorcia.

È una delle tre grazie firmate da Sergio Mattarella, che cancella tre anni e due mesi della condanna a 12 anni e quattro mesi per duplice omicidio e tentato omicidio.

Una vicenda accompagnata negli anni da appelli, da una petizione della moglie e dal sostegno della Lega. E che torna alla ribalta dopo settimane in cui un'altra storia dai tratti simili, quella di Mario Roggero, ha infiammato il dibattito politico, scandito dalla mobilitazione per la clemenza di Matteo Salvini.

Torinese d'origine ma catanese d'adozione, nel 2008 Gianni si trovò per la seconda volta alle prese con una rapina, dopo averne sventata un'altra nove anni prima sparando in aria.

I banditi aggredirono la moglie e la minacciarono con un'arma, poi risultata a salve. L'orafo sparò: due rapinatori di 21 anni morirono e un terzo rimase ferito. "Ho difeso mia moglie e la mia famiglia, non volevo uccidere", spiegò agli investigatori.

Per i giudici, però, i colpi mortali partirono quando i banditi erano ormai in fuga: nessuna legittima difesa e nel 2022 per Gianni si aprirono le porte del carcere. Il caso aveva però già oltrepassato le aule giudiziarie, con una petizione su Change.org lanciata dalla moglie Maria Angela Distefano, forte anche dell'adesione dell'eurodeputata leghista Susanna Ceccardi.
Un sostegno che Salvini ribadì incontrando l'orafo all'Ucciardone.

La grazia a Gianni porta con sé - almeno nella cronaca - l'eco del caso Roggero. Anche per il gioielliere di Grinzane Cavour - condannato a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo - il leader del Carroccio chiede la clemenza.

Le analogie, però, si fermano qui: diversi sono i fatti, i percorsi giudiziari e le situazioni personali su cui ogni provvedimento viene valutato. Sul rapporto tra sicurezza e rispetto delle regole, Mattarella aveva tracciato la linea già a luglio, alla cerimonia del Ventaglio.

"I comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge", aveva sottolineato il capo dello Stato, avvertendo che pensare invece di adattare le regole ai singoli comportamenti, "di caso in caso", non rafforza la sicurezza ma porta all'"abdicazione dello Stato".

Nel caso di Gianni, il presidente della Repubblica "ha tenuto presente il parere favorevole del magistrato di sorveglianza" e i cinque anni e tre mesi già espiati. La grazia è parziale: non cancella la condanna, ma riduce la pena ancora da scontare, portandola sotto i quattro anni e consentendo così di valutare l'affidamento in prova ai servizi sociali.

"Una bellissima notizia", esulta Salvini, rivendicando che "chi viene aggredito nella propria attività, vede la propria moglie minacciata e reagisce per difendere se stesso e i propri cari non può essere trattato come un criminale". "La difesa è sempre legittima", ribadisce il leader del Carroccio. Una linea sostenuta anche dal capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello, che plaude a una scelta di "equilibrio e umanità".

Le altre due grazie raccontano storie del tutto diverse. A un uomo nato nel 1972, condannato a sette anni per reati legati anche agli stupefacenti, Mattarella ha cancellato i cinque anni, cinque mesi e dieci giorni residui per le gravissime e irreversibili condizioni di salute.

L'ultimo provvedimento riguarda invece un quarantacinquenne condannato a dieci anni per reati di droga: la grazia estingue un anno e nove mesi, alla luce del percorso di reinserimento e delle condizioni di salute della figlia minorenne. Anche per lui il residuo consente di valutare l'affidamento in prova.
#local
Rapporto Gimbe: nel periodo 2023-2026 ci sono stati 18,8 miliardi di 'tagli invisibili' al servizio sanitario nazionale, Italia ultima nel G7 per spesa sanitaria e aumentano a 5,8 milioni le persone che rinunciano alle cure

Più che tagli ovviamente sono mancati adeguamenti di spesa, il risultato è che comunque il SSN ha meno risorse ovviamente.


 9° RAPPORTO GIMBE https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/10/9_rapporto_gimbe_ssn.pdf


**I “tagli invisibili”: 18,8 miliardi in meno in quattro anni**

Nel periodo 2023-2026 il Fondo Sanitario Nazionale è aumentato di 17,5 miliardi, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia però se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta: nel 2022 il Fsn rappresentava il 6,27% del Pil; negli anni successivi la quota si è mantenuta intorno al 6%, con l’eccezione del 6,14% del 2026. **Se il rapporto Fsn/Pil fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più**. “È il fenomeno dei ‘tagli invisibili’ – spiega Cartabellotta –: non tagli nominali, ma risorse inferiori rispetto a quelle che il SSN avrebbe ricevuto mantenendo invariato il rapporto Fsn/Pil del 2022”. Dal 2010 al 2026 il FSN nominale è cresciuto di 37,5 miliardi ma, al netto dell’inflazione, nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010.


**Confronti internazionali: Italia ultima nel G7**

Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta **al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media Ocse**. La spesa pubblica pro-capite è pari a 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto: 909 dollari in meno della media Ocse e 1.013 in meno della media europea

**Il divario del triennio 2027-2029**

Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026, approvato il 2 ottobre, prevede una **spesa sanitaria in aumento in termini nominali ma in calo dal 6,4% del Pil nel 2026 al 6,3% nel 2027-2029**. Nel triennio si amplia la forbice tra previsioni di spesa ed entità del Fsn: 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, per un divario cumulativo di 32,3 miliardi

**5,8 milioni di persone rinunciano alle cure**

Nel 2024 oltre **5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di aver rinunciato a una o più visite o esami,** rispetto al 7,6% del 2023: circa 4 milioni per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici


**LEA: più Regioni promosse, ma i divari restano**

Nel 2024, 18 Regioni e Province autonome su **21 risultano adempienti ai LEA**, contro le 13 del 2023

**Personale: 36,8 miliardi in meno rispetto al 2012**

Nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua **incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%**. Se questa quota fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più
#local