La mancanza di empatia predispone al Cyberbullismo
Il bullismo è un fenomeno che purtroppo ha sempre segnato la vita di alcuni ragazzi, tuttavia nel mondo digitale ed iperconnesso di oggi è diventato anche più semplice da perpetrare, configurando il cosiddetto "Cyberbullismo".
I dati ESPAD rilasciati a Febbraio 2025 hanno evidenziato la crescita del fenomeno del Cyberbullismo, che riguarda ormai quasi la metà dei ragazzi intervistati e contribuisce alla diffusione del malessere psicologico che noi medici registriamo sempre più spesso negli adolescenti.
Inoltre il CNR sottolinea anche le caratteristiche che favoriscono gli episodi di bullismo nel mondo virtuale, come la facilità di operare nell'anonimato o la possibilità di sottrarre informazioni sensibili condivise sui social.
Il fenomeno è davvero preoccupante perchè i ragazzi che subiscono episodi di bullismo, sia esso online o di persona, sono predisposti a sviluppare disturbi dell'umore, insonnia, bassa autostima, alterazioni del comportamento alimentare.
Tuttavia la ricerca dedica grande interesse non soltanto alle conseguenze nelle vittime ma anche all'approfondimento delle cause che spingono i ragazzi a diventare "cyberbulli".
Tra le varie sta emergendo la mancanza di empatia. Questa correlazione risulta ancora più importante nel contesto virtuale odierno, dove l'assenza di un contatto diretto tra gli utenti facilita enormemente la mancanza di connessione con le emozioni dell'altro. Per fare un esempio, l'utilizzo delle emoticon non è lontanamente paragonibile all'efficacia della comunicazione non verbale.
Quali sono secondo voi gli interventi più necessari per provare ad "educare all'empatia" e magari renderla più presente all'interno delle nostre interazioni virtuali?