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Il Garante Privacy blocca le immagini dell’undicenne degli…

Il Garante Privacy blocca le immagini dell’undicenne degli scontri di Milano e avverte tutti i media a non pubblicarle e prendere provvedimenti

Tralasciando che è un minore, la carta di Treviso, ecc.. ecc.. c'è pure la cosa peggiore: lo spirito di emulazione. Su qualche milione, qualche altro ragazzino, che vedendo quanto questo è diventato famoso questo, voglia emularlo, si trova facilmente. Ormai il danno è stato fatto... e verrà ripetuto! Dal momento che ogni volta che c'è qualcosa di simile, i media italiani fanno a gara per pubblicare ogni dettaglio più macabro, più personale, più privato, ecc.. per avere più visibilità (pensare che in molti paesi europei nemmeno si conoscono i nomi di chi fa stragi, figuriamoci far vedere le immagini)

>La misura scelta è la limitazione provvisoria del trattamento prevista **dall’articolo 58 del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali**, che qui si traduce nel divieto di ogni ulteriore diffusione, con qualsiasi mezzo, di dati e immagini capaci di rendere identificabili i minori coinvolti. Il divieto comprende anche la perdurante disponibilità online dei contenuti già pubblicati, quindi i servizi e gli articoli ancora in rete rientrano nel blocco. L’effetto decorre dal momento in cui ciascun titolare riceve il provvedimento. Entro tre giorni da quel momento le sei realtà devono comunicare al Garante quali iniziative hanno intrapreso e fornire un riscontro adeguatamente documentato. Il testo ricorda che **la mancata risposta è punita con una sanzione amministrativa** prevista dall’articolo 83 del regolamento, mentre l’inosservanza della limitazione comporta un’altra sanzione amministrativa, sempre disciplinata dall’articolo 83, oltre che, ove ricorrano i presupposti, l’applicazione dell’articolo 170 del Codice privacy. A questi destinatari si affianca **l’avvertimento rivolto a tutti gli altri utilizzatori dei contenuti**, la cui platea resta indeterminata: l’eventuale ulteriore diffusione dei dati e delle immagini descritti può verosimilmente configurare una violazione della normativa.

>**Quali testate e programmi hanno diffuso le immagini del minore**

>Destinatari del provvedimento sono **Rai per il servizio di Rai News, RTI per la trasmissione Le Iene, Open Impresa Sociale per la testata Open, Comcast Italia per Il Giornale d’Italia, RCS MediaGroup per l’edizione milanese del Corriere della Sera e Nuova Milano Post per Milano Post**. La verifica preliminare dell’Ufficio aveva passato in rassegna le principali testate e trasmissioni nazionali e locali, rintracciando in rete contenuti editoriali e video interamente dedicati al minore. Il servizio di Rai News raccoglieva l’intervista ai genitori, ripresi nella loro abitazione con il volto parzialmente oscurato. Il contenuto di Le Iene mostrava per gran parte della durata il ragazzino intento a compiere atti vandalici e a inveire contro chi lo riprendeva. L’articolo di Open incorporava lo stesso video con il volto in chiaro e indicava l’età e il quartiere di residenza, oltre alla classe frequentata. Il Giornale d’Italia riportava informazioni analoghe con in più il nome del ragazzino e il quadro della sua situazione scolastica, comprese le difficoltà di comportamento segnalate dalla preside, e lo descriveva come un caso di fragilità importanti con un progetto educativo personalizzato. Milano Post pubblicava una sua immagine in chiaro, con informazioni sull’età e sul quartiere oltre che sulla scuola, definendolo un ragazzo fragile. Il Corriere della Sera aveva invece offuscato il volto nell’immagine pubblicata, ma indicava l’età e il quartiere, oltre alla scuola, e mostrava in chiaro la foto di un altro minorenne di sedici anni coinvolto negli stessi fatti.

>Secondo gli accertamenti dell’Ufficio, **l’immagine del ragazzino ha assunto una portata virale, perché gli utenti l’hanno condivisa su numerosi social media e molti organi di informazione l’hanno ripresa**.
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