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Rapporto CNEL sui giovani 18-34 expat: l'83% tornerebbe in…

Rapporto CNEL sui giovani 18-34 expat: l'83% tornerebbe in Italia con salari più alti e il 79% chiede più merito. Dal 2011 al 2024 sono espatriati 441mila giovani, pari a 16mld l’anno in valore di capitale umano

>ha raccolto complessivamente oltre 2.500 risposte (di cui **1.803 analizzate** in questa prima versione del Rapporto).

>A rispondere è stata la parte più formata di una generazione: il **93% è laureato**, con il **45% in possesso di una laurea magistrale**, il **22% di un master**, il **14% di una laurea triennale** e il **12% di un dottorato**. Il **58% ha lasciato l'Italia appena terminati gli studi**, senza averci mai lavorato. 

>Oggi l'87% dei rispondenti vive in un Paese europeo (il 60% nell'Unione europea, il 27% in Europa extra-UE) e l'8,5% in Nord America.

>**Un aumento consistente delle retribuzioni è la condizione per il ritorno in Italia più citata in assoluto**, giudicata estremamente rilevante dall'83% dei rispondenti. Sommando i giudizi di rilevanza, le **opportunità di lavoro adeguate al proprio profilo** arrivano all'88% e il **merito**al 79%. Seguono gli incentivi al rientro con il 75% e la **conciliazione tra vita e lavoro** con il 72%, mentre **alloggi accessibili** e **servizi pubblici efficienti**, gli ambiti di competenza più diretta dell'attore pubblico, chiudono la graduatoria con il 63% e il 62%.

>Le stesse due voci, in ordine invertito, spiegano la partenza. **Le basse retribuzioni sono estremamente rilevanti** per quattro rispondenti su cinque, seguite dalla cultura del lavoro giudicata arretrata e dalla scarsa valorizzazione delle competenze. Il 49% indica la lentezza della burocrazia e il 48% il peso di clientelismo e raccomandazioni, quota che cresce sensibilmente tra chi è partito dal Mezzogiorno.

>Alla domanda su quale singolo intervento avrebbe la precedenza assoluta, oltre la metà dei rispondenti (53%) sceglie le **retribuzioni**, quasi uno su cinque (19%) le **opportunità di lavoro**, il 6% la **meritocrazia** in senso stretto. Al Nord la priorità retributiva raccoglie il 55%, nel Mezzogiorno scende al 48% e lascia spazio proprio alle richieste di merito e di stabilità dell'impiego.

>**per ogni coetaneo che arriva da un'economia avanzata, partono più di 14 giovani italiani** (14,5), a fronte di un rapporto sostanzialmente paritario (attorno all’unità) nelle altre grandi nazioni europee. 

>**Il valore del capitale umano fuoriuscito è stimato in 159,5 miliardi di euro** nel periodo 2011-2024, pari a circa 16 miliardi l’anno secondo i trend più recenti.

>A **parità di potere d’acquisto, tra il 2000 e il 2024 lo svantaggio salariale dell’Italia è peggiorato verso tutti i principali partner europei**: da un vantaggio dell’1% a un ritardo del 7% rispetto alla Spagna, da un divario del 14% al 36% verso la Germania, fino a salire dal 39% al 71% nei confronti della Svizzera.
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