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Mobilità condivisa: il numero di veicoli è rimasto uguale…

Mobilità condivisa: il numero di veicoli è rimasto uguale, ma crollano monopattini e scooter, in crescita car e bike sharing

Nel 2024 l’offerta di biciclette è di 25,1 mezzi per 10mila abitanti (erano 23,5 nel 2023). Quelle delle auto, invece, si attesta su 4,9 veicoli per 10mila abitanti, a fronte dei 4,7 del 2023


L’offerta di **monopattini elettrici è calata per il terzo anno consecutivo, scendendo a 24,5 veicoli per 10mila abitanti rispetto ai 25,5 registrati l’anno precedente**. Anche la diffusione geografica di questa forma di micromobilità elettrica ha subito una battuta d’arresto: i mezzi, nel 2024, sono presenti in 40 capoluoghi, due in meno rispetto al 2023. Il servizio risulta poi concentrato prevalentemente nei capoluoghi metropolitani, dove opera oltre il 70% dei monopattini in sharing. Se Roma ospita la flotta più numerosa, composta da 13.500 unità, quasi un terzo del totale, la città con l’offerta più alta è Pisa, con 78,4 monopattini per 10mila abitanti.

Anche l’offerta dello **scooter sharing continua a ridursi, registrando una diffusione più che dimezzata rispetto al 2022**. Nel giro di due anni si è passati da 5,4 ciclomotori o motocicli per 10mila abitanti a 2,4. Il servizio è poi presente unicamente in 12 comuni capoluoghi, con una forte concentrazione nelle grandi città: solo Roma e Milano ospitano oltre il 75% dei veicoli. Anche in questo caso, però, è Pisa il comune più servito, con 33,6 veicoli per 10mila abitanti.

# La crescita del bike sharing

A fronte della netta flessione che ha colpito monopattini e scooter, però, altri servizi di mobilità condivisa hanno trovato maggiore diffusione. È il caso del **bike sharing, che nel 2024 ha registrato una forte crescita, passando da 23,5 biciclette per 10mila abitanti del 2023 a 25,1**. Il servizio nel 2024 era presente in 65 capoluoghi, un numero decisamente superiore rispetto a quello che si riscontra per monopattini e scooter.

Gli aumenti più evidenti hanno interessato il Nord della penisola, dove il dato è cresciuto da 35,8 a 39 biciclette ogni 10mila abitanti, un numero nettamente superiore rispetto alla media nazionale, e nel Centro, dove si è passati da 20,7 a 23,3. Nel Sud, invece, rispetto al 2023, la diffusione di questi mezzi è calata da 8,0 a 5,9 per 10mila abitanti. **Le città con l’offerta di bike sharing più consistente sono Firenze (110,4 biciclette/10mila abitanti) e Milano (106,9), seguite da Padova (94) e Bologna (91).**

La crescita maggiore si registra per le flotte dei servizi a flusso libero (+8,1%, contro il +2,1% dei servizi a postazione fissa) e per quelle che operano nei capoluoghi di provincia (+14,4%, a fronte del +4,1% dei capoluoghi metropolitani).

# Aumenta la diffusione delle automobili

Seppur in misura minore, nel 2024 **anche l’offerta di car sharing è stata protagonista di un incremento rispetto all’anno precedente.** Il servizio, che già dal 2022 era tornato ai livelli pre-pandemici, presenta una media di 4,9 veicoli per 10mila abitanti, a fronte dei 4,7 del 2023. L’aumento, comunque, non è trascurabile se si confronta il dato con quello registrato nel 2021, quando i veicoli erano scesi a quota 3,9 per 10mila abitanti. Nel 2024 il servizio è attivo in 35 città italiane. Il contenuto incremento registrato a livello nazionale è il frutto, secondo l’Istat, di un rafforzamento delle flotte (più numerose) a flusso libero (+12,8%) compensato da una contrazione di quelle a postazione fissa (-38,4%).

**Come nel caso delle biciclette, nel Mezzogiorno si registra una flessione della capillarità del servizio (-7,0%), mentre le uniche ripartizioni dove l’offerta è aumentata sono il Nord-est (+15,7%) e il Centro (+18,3%)**. I mezzi si concentrano in modo particolare nei capoluoghi metropolitani, dove raggiungono una diffusione pari a 9,1 veicoli per 10mila abitanti, in crescita del 7,1% sul 2023, con picchi di 23,5 a Milano e una disponibilità che si aggira intorno ai 16 veicoli per 10mila abitanti a Bologna e Torino.

Sul fronte dell’impatto ambientale, poi, **nell’insieme dei capoluoghi circa un mezzo su due è a basse emissioni, dato in netto aumento rispetto al 2019**, quando erano poco più di uno su quattro. Infine, in 22 città su 35 (tra cui Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Bari e Catania) gli operatori impiegano esclusivamente veicoli a basse emissioni.
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