IA in Parlamento: la Camera esamina il provvedimento con le linee guida sull’IA per i parlamentari, che impongono sempre il controllo umano e rendono gli autori pienamente responsabili dei contenuti generati
# IA in Parlamento non è semplice strumento
Si tratta di un **documento di 33 pagine a tutela della sicurezza organizzativa e informatica**, anticipato sul Sole 24 Ore in edicola ed elaborato in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale e con i princìpi chiave del lavoro del legislatore. «**Nel contesto parlamentare - si legge nell’introduzione - l’intelligenza artificiale** non può essere considerata come un semplice strumento di produttività. Il suo impiego si inserisce infatti in un ambito caratterizzato da responsabilità costituzionali, rilevanza pubblica degli atti, garanzia del pluralismo, correttezza dell’informazione e protezione dei diritti fondamentali».
# Quattro regole di comportamento
**La prima**: mantenere sempre il controllo umano (*human in the loop*), individuando nell’AI uno strumento di supporto e non un rimpiazzo del giudizio umano. Ogni contenuto generato, sintetizzato o rielaborato deve dunque essere sottoposto a verifica prima dell’utilizzo, in particolare quando destinato a confluire in atti pubblici o ufficiali. La responsabilità per i contenuti resta in ogni caso in capo al soggetto che ne dispone l’impiego.
**Il secondo** suggerimento è prestare attenzione a cosa si condivide. Non devono essere inseriti in strumenti di intelligenza artificiale pubblici o comunque non messi a disposizione dall’amministrazione dati personali, documenti riservati, bozze di atti non ancora presentati o altre informazioni sensibili. I dati immessi potrebbero infatti essere conservati, riutilizzati per l’addestramento dei modelli o resi accessibili a soggetti terzi.
**Il terzo** sembra scontato, ma non lo è. Ai deputati si consiglia di verificare sempre le fonti, perché i sistemi di AI possono produrre informazioni plausibili ma inesatte o prive di adeguato riscontro nelle fonti: sono le cosiddette “allucinazioni”. Le informazioni rilevanti devono quindi essere sempre controllate e occorre accertare che i contenuti generati non violino diritti di proprietà intellettuale o altri diritti.
**Quarta** e ultima regola: la trasparenza. Il ricorso all’intelligenza artificiale va dichiarato quando ha inciso in misura significativa sulla predisposizione di materiali destinati alla diffusione esterna.
# Mai compromettere l’autonomia della Camera
Il documento segnala anche i principi generali a cui l’uso dell’AI deve ispirarsi: centralità della decisione umana; sicurezza e riservatezza; proporzionalità tra il livello di controllo umano e natura ed effetti del contenuto prodotto; tutela delle prerogative parlamentari, perché l’impiego dell’AI non deve compromettere l’autonomia della Camera o la libertà del mandato; l’alfabetizzazione in materia #local