Spettro, Francia e Italia demoliscono la proposta del Digital Networks Act di rendere illimitato il rinnovo delle frequenze e di centralizzare la gestione dello spettro, anche quello satellitare, a Bruxelles.
Non riescono a capire che l’Europa deve muoversi ed operare unitariamente, non come 27 staterelli ognuno che persegue gli interessi della propria classe dirigente… incredibile. Con tutto il ritardo nel digitale che l’Europa ha, ecco un’altra mossa per ampliarlo. È stato tanto bello aver cancellato il blocco del roaming in Europa, questa era un’altra mossa simile ma a livello business, subito bloccata (almeno per adesso).
> La gestione dello spettro radio in Europa dovrebbe rimanere una questione di competenza nazionale. No quindi ad una gestione centralizzata, da Bruxelles, dell’assegnazione delle frequenze, sì invece al mantenimento delle specificità dei 27 Stati membri in materia di frequenze.
> E’ questo il messaggio di Francia e Italia, che in un comunicato congiunto di fatto demoliscono la proposta del Digital Networks Act di mettere a fattor comune la gestione dello spettro, sotto la regia unica di Bruxelles. Parigi e Roma dicono un secco no. Nessuna rinuncia alle prerogative nazionali, in questo ambito nessun mercato unico delle telecomunicazioni, in linea con la posizione espressa a suo tempo dal BEREC. #local