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Un emendamento della Lega al decreto Bollette, approvato nel corso dell’esame alla Camera, rimanda dal 2025 al 2038 il phase-out del carbone, non verranno quindi dismesse le centrali

Nel 2024 il carbone rappresentava appena l’1,5% del mix energetico nazionale (52% rinnovabili, 42% gas e il resto altro) ma potrebbero riattivare delle centrali dismesse.

>«In questo periodo di grave crisi energetica internazionale, aggravata dal conflitto russo-ucraino e dalle tensioni in Medio Oriente, è giusto e responsabile riflettere sulla decisione di abbandonare il carbone e rinviarla. **La sicurezza energetica del Paese, la competitività delle imprese e la tutela delle bollette delle famiglie italiane devono essere le priorità»**, rivendicano i deputati della Lega.

>Già lo scorso anno, il ministro Gilberto Pichetto Fratin aprì all’idea di «tenere in standby» tutti gli impianti fermi, anziché smantellarli. Un’idea effettivamente percorsa dal governo, che **ora potrebbe decidere di riattivare alcune centrali ferme** per far fronte al caro energia e alle conseguenze della guerra in Medio Oriente

>Tommaso Foti, a margine del Workshop Finanza Teha, a Cernobbio. In merito alla possibilità che lo Stato rilevi le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi dall’Enel, «non faccio le previsioni a lunga scadenza. Dico soltanto che alcuni interventi dovevano necessariamente essere presi».


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