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Per sentirsi in vacanza bisogna partire? Ispirato da un…

Per sentirsi in vacanza bisogna partire?

Ispirato da un post de "l'internazionale" si analizzava il comportamento dei francesi, circa il 60% di loro parte per effettuare almeno un viaggio.

Il 40 % quando è in ferie preferisce rimanere a casa.

Alcuni per "ascoltarsi davvero" e avere tempo per se stessi, altri amano durante le vacanze scoprire nuove cose sul luogo in cui vivono,

Altri preferiscono rilassarsi sul divano piuttosto che pensare allo stress dei viaggi.

Ovviamente nei commenti sui social molti hanno subito pensato a problemi economici ma dall'articolo era chiaro che spesso questi ragionamenti li fa chi è privilegiato e può permettersi potenzialmente svariate vacanze.

Onestamente mi ritrovo in questo pensiero, mi piace viaggiare ma non secondo i ritmi che ci sono attualmente.

Con le compagnie aeree low cost ormai tutti i miei conoscenti partono almeno 1 week-end al mese per qualche meta europea. Tutti che scappano appena possono e mi chiedo a volte se stiano bene dove vivono, lo vedo molto a Milano e nelle grandi città: ogni scusa è buona per andare via.

Per molti viaggiare libera la mente e fa bene ma nel modo in cui viaggiono non credo che possano imparare granché da esso, in due giorni cosa puoi vedere o imparare? Sembra un modo per spuntare la bucket list (lista dei desideri), gli americani ne sono ossessionati.

Quando facciamo un viaggio, lo progettiamo con calma e seguendo le nostre inclinazioni oppure ci facciamo arpionare dall'ennesimo reel su instagram che ci descrive una meta paradisiaca che "nessuno conosce" ed è l'ennesimo posto iperturistificato?

Per dire, io da anni sogno di andare in Giappone, prima che diventasse cool ma ora è stato preso d'assalto e mi è passata la voglia, ritrovarmi con migliaia di turisti a fare le stesse cose non è proprio il mio sogno.

Voi cosa ne pensate?
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